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Apple, con gli iPhone 6S e 6S Plus a settembre arriva anche la nuova Tv della Mela

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Dopo un anno di indiscrezioni, il lancio della nuova Apple Tv – la scatoletta-decoder che collegata alla televisione fa vedere film e show ‘on-demand’ – potrebbe essere davvero vicino. A rilanciare l’ipotesi è il sito 9to5Mac, secondo il quale il dispositivo sarà svelato all’evento di settembre di Apple nel quale sono attesi anche i nuovi iPhone.

La versione aggiornata della Apple Tv avrebbe il supporto all’assistente vocale a Siri e un App Store dedicato, proprio come il melafonino. La nuova Apple Tv doveva già essere lanciata a giugno scorso alla conferenza degli sviluppatori di Cupertino, poi ci sono stati ritardi dal punto di vista software e hardware.

                                    

Quindi la volta buona potrebbe essere il 9 settembre, data indicata da alcune indiscrezioni per la presentazione dell’iPhone 6S e 6S Plus. Secondo 9to5Mac, la Apple tv arriverebbe con una versione ‘ad hoc’ di iOS 9, il sistema operativo per dispositivi mobili del colosso californiano.

Col lancio autunnale dell’apparecchio, tuttavia, non dovrebbe invece arrivare un servizio di tv in streaming al quale Cupertino starebbe lavorando dopo la novità di Apple Music. Questo potrebbe vedere la luce più probabilmente l’anno prossimo visto che Apple sta portando avanti trattative non facili con case di produzione e canali tv.


Telefonia, stop al roaming dal 15 giugno 2017

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L’Unione europea ha raggiunto l’accordo preliminare per togliere il sovrapprezzo imposto quando si telefona in un paese diverso dal proprio.

Svolta per i consumatori europei e per le spese di telefonia: l’Unione europea ha raggiunto un’intesa preliminare per porre fine alla pratica del roamnig, il sovrapprezzo imposto quando si telefona in un Paese diverso dal proprio, a partire dal 15 giugno del 2017. Lo ha annunciato la presidenza di turno lettone al termine di una maratona negoziale con il Parlamento europeo. In origine la fine del roaming era stata prevista per il 2018.

“Sono stati ascoltati i cittadini europei”, che “hanno chiesto e aspettato per la fine dei sovraccosti del roaming così come per regole sulla neutralità di internet”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip. L’intesa “cruciale” raggiunta nella notte sull’abolizione dei sovraccosti e la tutela dell’accesso aperto a internet sono “essenziale per consumatori e imprese nella società ed economia digitale europea”, ha aggiunto il commissario Guenther Oettinger.

L’intesa, raggiunta dopo un anno e mezzo di blocco e dopo un’ultima sessione di negoziati durata oltre 12 ore, prevede anche una clausola di “uso equo” del roaming per prevenire eventuali abusi da parte chi utilizzasse all’estero il proprio numero per motivi diversi dal viaggiare. In questo caso verranno introdotte clausole di salvaguardia che consentiranno agli operatori di recuperare i costi. L’abolizione completa dei sovraccosti del roaming, che scatterà dal 30 giugno 2017, verrà preceduta da un primo taglio il 30 aprile 2016, quando i tetti attualmente in vigore quando si va all’estero saranno rimpiazzati da un sovraccosto massimo di 0,05 euro al minuto per le chiamate, 0,02 per gli sms e 0,05 per megabyte per i dati.

Protetto anche l’internet aperto e la neutralità della rete: con l’intesa di stanotte gli operatori dovranno trattare in modo equo tutto il traffico sul web, consentendo il rallentamento di alcuni servizi solo in casi limitati come per esempio un cyber-attacco o se si congestiona la rete. Saranno inoltre consentiti accordi per i servizi specializzati che necessitano un livello determinato di qualità di connessione (per esempio auto connesse o e-medicina), ma solo se gli operatori potranno garantire la qualità generale dei servizi di accesso a internet. Ci sarà inoltre una revisione ambiziosa delle regole Tlc nel 216, che includerà una maggiore cooperazione nella gestione dello spettro.


Nokia tornerà a produrre smartphone nel 2016

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Nel corso di una intervista rilasciata alla rivista tedesca Manager Magazin, il CEO di Nokia Rajeev Suri avrebbe rivelato i piani futuri della compagnia, che secondo quanto diffuso prevedono un ritorno nel mercato smartphone abbandonato negli ultimi mesi a seguito dell’acquisizione da parte di Microsoft della divisione devices.

Il CEO Rajeev Suri ha così affermato: “Stiamo cercando dei collaboratori importanti, Microsoft produce telefoni. Noi vorremmo curare il deisgn e fornire in licenza il nostro nome”.


Dichiarazioni che portano quindi a pensare un possibile lancio del primo nuovo smartphone Nokia non prima dell’estate del prossimo anno quando l’esclusiva sull’utilizzo del marchio Nokia attualmente nelle mani di Microsoft giungerà al termine. Un progetto sulla falsa riga di quello che lo scorso anno ha portato all’annuncio del primo tablet del produttore finlandese, ovvero Nokia N1. Lo smartphone sarà quindi disegnato e pensato in ogni suo aspetto da Nokia che venderà poi la licenza di produzione a produttori di terze parti come ad esempio Foxconn che provvederà alla realizzazione e commercializzazione dello stesso.

Nonostante le probabilità di vedere il prossimo anno degli smartphone nuovamente marchiati Nokia non siano più così scarse, la compagnia scandinava non sembra minimamente intenzionata a riprendere la produzione di smartphone in prima persona e in casa propria. Intenzioni che potrebbero comunque cambiare nel caso in cui i primi accordi di vendita delle licenze dei suddetti smartphone portino discreti successi.


Questi sono gli smartphone Android giusti per te: i consigli di Google

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La stessa Google scende in campo per suggerire il tuo smartphone Android basandosi sui tuoi gusti personali e sulle tue esigenze, attraverso un tool apposito pubblicato nelle scorse ore.

Se hai pianificato l’acquisto di uno smartphone Android, ma sei indeciso nella scelta fra i tanti modelli presenti sul mercato, Google hapubblicato un tool sviluppato appositamente per te. La web-app consente di selezionare le feature che ci interessano, consegnandoci come risultato una lista di tre modelli che le soddisfa appieno. Al momento si basa sulla disponibilità del mercato americano, tuttavia è ottimo anche per noi italiani per avere un’idea generica sul mondo Android.

Google, quale smartphone Android comprare

Google ci chiederà le modalità d’uso che ci accingeremo ad affrontare con il dispositivo, e quanto sono importanti per noi determinate caratteristiche. Per aiutarci nella scelta del terminale, il gigante di Mountain View vorrà sapere se siamo amanti della fotografia e quanto importanti per noi sono i selfie, se cerchiamo un dispositivo rivolto alla produttività, alla multimedialità, o quante ore al giorno passiamo all’interno del browser navigando nelle varie pagine web della rete.

Una volta selezionate le nostre esigenze, potremo rifinire la ricerca selezionando l’operatore telefonico che utilizziamo (ovviamente la scelta è esclusivamente fra le compagnie americane), la fascia di prezzo e le dimensioni desiderate. A questo punto il tool ci proporrà tre smartphone sulla base di tutte le informazioni che gli abbiamo offerto, con l’obiettivo di aiutare l’utente a districarsi nei folti meandri delle opzioni di scelta di un dispositivo Android.

Google, quale smartphone Android comprare



Se siete appassionati della categoria e assidui lettori in cerca dell’ultima novità possibile su internet, probabilmente il nuovo tool non fa per voi perché offre spesso opzioni sin troppo scontate. È uno strumento che nasce per soddisfare le esigenze di un pubblico non troppo esperto e che non ha la voglia e la pazienza di informarsi in maniera autonoma. L’idea è comunque carina ed è divertente verificare se le risposte che otteniamo siano di fatto coerenti con quelle che sarebbero state le nostre scelte.


Addio rifiuti elettronici: in futuro gli smartphone si autodistruggeranno

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Dove finiscono tablet e smartphone alla fine della loro “carriera”?

Questa domanda in realtà ancora non ha risposta, ma visto il boom che ha avuto la tecnologia negli ultimi anni è un problema che va risolto al più presto. Molti dispositivi infatti tra qualche anno dovranno andare in pensione per via del cambio generazionale che sono costretti a subire e questo significa che ci sarà un enorme quantità di rifiuti elettronici da smaltire, cosa assolutamente complicata e “vittima” di un lungo procedimento.

Addio rifiuti elettronici: in futuro gli smartphone si autodistruggeranno

Quello dei rifiuti elettronici (e-waste) non è un problema da poco. Dei quasi 42 milioni di scarti prodotti nel 2014, soltanto una piccola parte (tra il 10 e il 40%) è stato riciclato e gestito in modo corretto. E neanche le previsioni non sono delle migliori: gli esperti dell’Onu dicono che la montagna di e-waste potrebbe raggiungere le 50 milioni di tonnellate già entro il 2018.

Per questo motivo infatti alcuni studiosi dell’Università dell’Illinois hanno messo appunto un sistema che permetterebbe a smartphone e tablet di autodistruggersi, anche a comando e a distanza, ad esempio utilizzando segnali radio e calore come stimolo, e quindi di rendere più facile il loro riciclaggio.

Gli studiosi, guidati dal professore di ingegneria aerospaziale Scott R. White, hanno messo appunto questo innesco radiocomandato in grado di attivare a distanza l’autodistruzione su richiesta.

 
“Abbiamo dimostrato che l’elettronica c’è quando ne abbiamo bisogno e sparisce quando non ci serve più”, ha detto White“Questo è un modo per creare la sostenibilità nei materiali che vengono utilizzati dall’elettronica moderna. È stato il nostro primo tentativo di utilizzare uno stimolo ambientale per innescare la distruzione”.
 

Oltre ad aver tentato l'”autodistruzione” con induzione a distanza il team di White ha utilizzato anche con semplice calore, luce ultravioletta e sollecitazioni meccaniche, ma soprattutto ha creato un dispositivo che si dissolve in acqua, con possibilità di essere applicato anche nel settore biomedico.