Facebook ci riconosce anche a volto coperto

Facebook ci riconosce anche a volto coperto

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Category : Privacy

Proprio in questi giorni stanno facendo scalpore i risultati di alcune ricerche, condotte in diverse università del mondo, secondo cui ormai i computer sono diventati più  furbi e intelligenti di molti esseri umani.

Come si può dubitare della cosa se persino una applicazione disponibile per tutti, su un social network, è capace di procedere al riconoscimento di una persona, anche se questa è a volto coperto?

Parliamo della nuova app lanciata dal social network Facebook: è stata da poco lanciata Facebook Moments, un’app che permette attraverso il riconoscimento facciale, di sincronizzare e condividere istantanee di vita con gli amici presenti nelle foto in modo automatico e privato.

E grazie a un algoritmo sperimentale elaborato nel laboratorio di intelligenza artificiale di Facebook  da oggi in grado di riconoscere le persone in foto anche quando i volti non sono ben visibili. Sembra che il riconoscimento si baserà su altre caratteristiche come la tua pettinatura, abbigliamento, forma del corpo e posa.

Come riportato dal blog Gizmodo, Yann LeCun di Facebook ha presentato alla Computer Vision and Pattern Recognition Conference di Boston l’algoritmo che riconosce correttamente le persone nell’86% dei casi. “Potrebbe riconoscere Mark Zuckerberg molto facilmente visto che indossa sempre una T-shirt grigia”, spiega LeCun.

Inutile aggiungere che i Garanti della Privacy dell’Europa intera sono già sul piede di guerra per vietarne la diffusione nei nostri paesi.


Gianni Morandi, re di Facebook. Tra selfie e milioni di like

Gianni Morandi nell'ultima foto che ha pubblciato nella sua pagina Facebook

Che sia un cantante nazionalpopolare lo sapevamo. Ma che diventasse anche il re dei social network, con 1,4 milioni di mi piace alla sua pagina Facebook, non ce lo aspettavamo davvero.

Me lo immagino Gianni Morandi che un giorno decide di aprire un account sul social di Zuckerberg. Poi scopre che i suoi follower sono sempre di più. Così comincia a pubblicare sempre più foto e commenti. E probabilmente passa su Facebook ore e ore della sua giornata.

Tutto è cambiato quando Gianni ha deciso di dire pubblicamente la sua sulla questione dei migranti: «Non dobbiamo mai dimenticare che migliaia e migliaia di italiani, nel secolo scorso, sono partiti dalla loro Patria verso l’America, la Germania, l’Australia, il Canada… con la speranza di trovare lavoro, un futuro migliore per i propri figli, visto che nel loro Paese non riuscivano a ottenerlo, con le umiliazioni, le angherie, i soprusi e le violenze, che hanno dovuto sopportare! Non è passato poi così tanto tempo…».

Apriti cielo: 14mila i messaggi di risposta. E Morandi ha ribattuto a moltissimi post. Tanti gli insulti, purtroppo, ma sono state numerosissime anche le persone che hanno apprezzato il punto di vista del cantante, continuando a seguirlo.

Oggi Gianni pubblica fotografie – lui nell’orto, lui con suo figlio, lui con Anna, la sua compagna, che spesso è anche l’autrice degli scatti – e la sua caratteristica principale è proprio quella di rispondere a tutti, o quasi.

Sono nate anche pagine divertenti che riportano le vicende virtuali del cantante: da Stimare Gianni Morandi per la pacatezza delle sue risposte fino a Gianni Morande: noi vi consigliamo di dare un’occhiata.


Foto su Facebook: restano nostre o no? Ecco la risposta

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L’eterno dubbio sulla proprietà della foto caricate

Iniziamo dalla fine, come in alcuni libri e film, perché il tema sulla reale proprietà delle foto caricate su Facebook merita inizialmente una risposta secca senza leggersi un articolo intero: le foto sono sempre e comunque vostre.  Però, se il tempo ve lo concede o l’interesse di capirci qualcosa in più non manca, cerchiamo di argomentare meglio l’affermazione, a seguito del rifiorire di un dubbio che è vecchio quanto Facebook stesso.

Il tema è tornato fortemente alla ribalta in seguito alla pubblicazione di un post su  stopstealingphotos.comdal titolo “Facebook representative states they own uploaded content“, che in italiano suona più o meno così: “un rappresentante di Facebook ha affermato che i contenuti caricati appartengono a loro”. Tutto vero, nel senso che un rappresentante di Facebook lo ha davvero detto, seppur sbagliando.

Da qui ha trovato nuova linfa l’eterno dubbio che circola fra molti utenti di Facebook, rafforzata dalla superficialità di una risposta data da un rappresentante di Facebook (una sales manager, sicuramente poco adatta a rispondere), che riportiamo nella sua versione integrale come riportata dal sito citato.

Il passaggio chiave è questo: “(omissis)…once something is posted or uploaded onto Facebook it becomes Facebook’s property. So if the original photographer uploaded the photo first onto Facebook and then others have taken it from there and uploaded it to their pages or profiles, this is legal and within policy, there’s nothing I can do about it unfortunately even if they are taking credit for the photos.”

Traduzione: “una volta che viene caricato qualcosa su Facebook, questo diventa proprietà di Facebook stessa. Se un fotografo posta una foto su Facebook e in seguito altri la prendono e ne fanno uso sulle proprie pagine e sul proprio profilo, tutto ricade nella nostra policy, non possiamo fare nulla anche qualora se ne attribuissero anche la proprietà”

Chiaro che di fronte a una risposta del genere i timori più neri di alcuni utenti hanno trovato in qualche modo conferma, e non per nulla la notizia ha fatto il giro del mondo. Il botta e risposta via mail è andato avanti, sempre con la stessa persona dal lato Facebook, aumentando perplessità e pessimismo.