Questi sono gli smartphone Android giusti per te: i consigli di Google

Questi sono gli smartphone Android giusti per te: i consigli di Google

Category : Telefonia

La stessa Google scende in campo per suggerire il tuo smartphone Android basandosi sui tuoi gusti personali e sulle tue esigenze, attraverso un tool apposito pubblicato nelle scorse ore.

Se hai pianificato l’acquisto di uno smartphone Android, ma sei indeciso nella scelta fra i tanti modelli presenti sul mercato, Google hapubblicato un tool sviluppato appositamente per te. La web-app consente di selezionare le feature che ci interessano, consegnandoci come risultato una lista di tre modelli che le soddisfa appieno. Al momento si basa sulla disponibilità del mercato americano, tuttavia è ottimo anche per noi italiani per avere un’idea generica sul mondo Android.

Google, quale smartphone Android comprare

Google ci chiederà le modalità d’uso che ci accingeremo ad affrontare con il dispositivo, e quanto sono importanti per noi determinate caratteristiche. Per aiutarci nella scelta del terminale, il gigante di Mountain View vorrà sapere se siamo amanti della fotografia e quanto importanti per noi sono i selfie, se cerchiamo un dispositivo rivolto alla produttività, alla multimedialità, o quante ore al giorno passiamo all’interno del browser navigando nelle varie pagine web della rete.

Una volta selezionate le nostre esigenze, potremo rifinire la ricerca selezionando l’operatore telefonico che utilizziamo (ovviamente la scelta è esclusivamente fra le compagnie americane), la fascia di prezzo e le dimensioni desiderate. A questo punto il tool ci proporrà tre smartphone sulla base di tutte le informazioni che gli abbiamo offerto, con l’obiettivo di aiutare l’utente a districarsi nei folti meandri delle opzioni di scelta di un dispositivo Android.

Google, quale smartphone Android comprare



Se siete appassionati della categoria e assidui lettori in cerca dell’ultima novità possibile su internet, probabilmente il nuovo tool non fa per voi perché offre spesso opzioni sin troppo scontate. È uno strumento che nasce per soddisfare le esigenze di un pubblico non troppo esperto e che non ha la voglia e la pazienza di informarsi in maniera autonoma. L’idea è comunque carina ed è divertente verificare se le risposte che otteniamo siano di fatto coerenti con quelle che sarebbero state le nostre scelte.


Google Car: l’auto senza pilota

Category : Robotica

Google, da tempo, sta sperimentando le automobili senza pilota. Da sei anni, per l’esattezza, compie studi su una flotta di oltre 20 macchine che si guidano da sole e che hanno percorso, in quel periodo, oltre un milione e mezzo di chilometri, totalizzando circa 15 mila chilometri la settimana. Fino ad oggi, stando a quanto riferisce Chris Urmson di Google al sito Techcrunch, ci sono stati soltanto 11 “incidenti minori”, con danni leggeri e senza feriti, la cui colpa, sempre secondo il manager, non è delle auto ma di altri “guidatori umani”.Più in dettaglio, dichiara Urmson al sito di tecnologia, le auto senza guidatore sono state tamponate sette volte, soprattutto ai semafori, ma anche in autostrada. In altre occasioni, invece, hanno subìto strisciate alla fiancata e sono state urtate da veicoli che non si erano fermata allo stop.  La maggior parte degli incidenti ha avuto luogo in città.Gran parte della discussione ruota, comprensibilmente, intorno al tema della sicurezza. Il celebre tecnologo Alberto Broggi – lunga esperienza all’estero, ex presidente degli ingegneri americani, fondatore e direttore del Vislab, il laboratorio di «Visione artificiale e sistemi intelligenti», che da vent’anni, a Parma, lavora sulle driverless car, realizzando il percorso-test senza pilota più lungo di sempre (Parma-Shanghai) – parlando recentemente al Ted Milano, ha detto che, “guardando in avanti, il tema che si presto porrà sarà quello dell’etica dell’auto”: perché, in certi casi, la macchina si troverà a dover fare una scelta, appunto, etica, cioè optare per il male minore, magari investire una persona per evitare di travolgerne due.Ovviamente Google ha interesse a sottolineare i vantaggi, per la sicurezza, di una guida completamente automatizzata: quando siamo al volante, è chiaro che non possiamo distrarci troppo con la pubblicità del computer di bordo (che è parte del business della società), mentre un guida sicura senza pilota ci consentirebbe di dedicarci, senza rischio, allo smartphone o al tablet.Per sostenere questa tesi, Urmson cita le statistiche, realmente terrificanti, sul numero di automobilisti americani che, sottraendo attenzione al volante, la dedicano ai propri dispositivi mobili. Distrazione che è ormai la principale causa di incidenti, più della stessa velocità. In ogni momento della giornata, dice il manager di Google, in America ci sono 660 mila persone che controllano il proprio device anziché fare attenzione alla guida. L’aneddotica è davvero allarmante: i safety driver di Google vedono ogni giorno, abitualmente, auto che sbandano, guidatori che leggono libri o addirittura suonano la tromba. Casi estremi, forse tipici delle strade americane, certo, ma sempre più diffusi. Con una visibilità a 360 gradi e un’attenzione desta al cento per cento e in tutte le direzioni, si possono invece garantire livelli di sicurezza molto migliori, soprattutto nell’interesse di ciclisti e pedoni che della distrazione sono le vittime principali.L’azienda, dice Urman, ha già raccolto una tale quantità di dati che potrebbe utilizzarli per prevenire situazioni pericolose prima che gli incidenti accadano. Il prossimo passo della ricerca potrebbe essere l’uso di algoritmi per evitare future collisioni.