Brasile, primo impianto fotovoltaico con pannelli galleggianti

Brasile, primo impianto fotovoltaico con pannelli galleggianti

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icona_tIl governo del Paese sudamericano costruirà sulla diga idroelettrica di Balbina, nel cuore delle Amazzoni, un nuovo parco solare in grado di generare 350 megawatt di potenza, posizionando le celle direttamente sull’acqua. Sarebbe la centrale con la capacità maggiore al mondo. L’esecutivo di Dilma Rousseff a novembre ha siglato contratti con i produttori per 1,66 miliardi di dollari.

Lo scorso febbraio, Apple ha annunciato l’intenzione di costruire un impianto fotovoltaico a Monterey, in California, investendo 850 milioni di dollari nel progetto. Una mossa molto ecologista, ma allo stesso tempo trendy, che si inserisce nella tendenza che vede i pannelli solari come i futuri salvatori del mondo dall’inquinamento. Ma non sono solo i privati ad agire con decisione in questo campo: Eduardo Braga, Ministro dell’Energia del governo brasiliano, ha infatti annunciato di voler iniziare una serie di test pilota su un impianto di pannelli galleggianti, che verranno adagiati sul bacino idrico della diga idroelettrica di Balbina, situata presso il fiume Uatuma nella foresta amazzonica. Il progetto, se davvero verrà completato, fornirà circa 350 megawatt di potenza con un costo stimato per MWh tra i 69 e i 77 dollari. La centrale di Balbina è già ora in grado di fornire, grazie all’energia sviluppata dall’acqua, 250 megawatt. Con un impatto ambientale decisamente controverso, se è vero che il metano sviluppato dall’impianto può diffondersi anche su un’area di 2.360 chilometri quadrati.

La capacità della nuova costruzione non avrebbe rivali nel mondo, se si pensa che attualmente il record è detenuto dal Giappone che, con i suoi pannelli galleggianti nella prefettura di Chiba, sviluppa circa 13,4 megawatt. Il governo di Dilma Rousseff ha iniziato a muoversi in questa direzione già negli ultimi mesi: a novembre 2014 ha infatti firmato una serie di contratti con i produttori di impianti per realizzare 31 parchi solari capaci di generare 1.048 MW totali. Un investimento da 1,66 miliardi di dollari.

La decisione di intervenire con un’ulteriore centrale così imponente nel cuore delle Amazzoni, sperando che la natura non venga deturpata ulteriormente, è stata presa anche in seguito al lungo periodo di siccità che ha colpito alcuni Stati federati del Brasile: il più grave degli ultimi ottant’anni. Secondo il Ministero dell’Energia, l’idroelettrico è infatti la prima fonte rinnovabile prodotta nel Paese. Si capisce allora come lunghi periodi senza piogge possano mettere in ginocchio anche il settore elettrico.

Il governo di Dilma Rousseff sta investendo miliardi di dollari nel fotovoltaico. Ad esempio, il bacino idrico di Cantareira, che serve oltre nove milioni di persone nello Stato, è pieno soltanto al cinque per cento. Quello di Alto Tiete, che rifornisce di corrente tre milioni di persone nella zona metropolitana di San Paolo, è operativo al 15 per cento. La produzione di energia nei lotti individuati dovrebbe partire nel 2017.

da ictbusiness.it